Il mio modo di lavorare nasce dall’idea che le difficoltà psicologiche non siano qualcosa che definisce una persona, ma processi che si costruiscono e si mantengono nel tempo. Spesso chi arriva in terapia ha già provato molte soluzioni, tutte comprensibili, ma inefficaci. Il percorso terapeutico serve proprio a fermarsi, osservare cosa accade oggi e capire insieme quali meccanismi tengono in piedi il problema, per poterli modificare in modo concreto.
Partire da dove sei ora
Nel lavoro psicoterapeutico mi concentro sul presente, su ciò che sta accadendo nella vita della persona e su come reagisce alle proprie difficoltà. Non è necessario avere tutto chiaro fin dall’inizio, né saper raccontare le cose in modo ordinato. Il punto di partenza è sempre ciò che c’è, anche quando è confuso o frammentato. Da lì si costruisce il percorso, passo dopo passo, con attenzione e rispetto dei tempi personali.
Un percorso orientato al cambiamento

La relazione terapeutica

Il primo incontro

Un lavoro su misura

Perché ho scelto questo approccio

Il mio modo di lavorare nasce dalla formazione clinica e da uno sguardo che si è costruito nel tempo attraverso esperienze diverse.
Prima di dedicarmi alla psicoterapia ho lavorato come chef, imparando il valore dell’attenzione, il rispetto dei tempi e la sensibilità necessaria per cogliere segnali spesso sottili.
Questo modo di stare nelle cose è diventato parte integrante del mio lavoro terapeutico.
In terapia significa osservare con cura, comprendere il contesto e intervenire con misura, senza forzature. Ogni parola, ogni silenzio, ogni passaggio ha un peso e un momento giusto.
Il mio compito non è sovrappormi alla storia dell’altro, ma accorgermi di ciò che emerge e lavorare con precisione e rispetto su ciò che è possibile, nel qui e ora.


